Fedora 27 – Java browser plugin

Oggi ho aggiornato il mio installato Fedora alla nuova release (27).
Dopo l’aggiornamento mi sono accorto (con dispiacere) che non avevo più installato openjdk e il plugin icedtea per le applet Java (ebbene sì, per qualche software legacy ancora serve).
Fino a Fedora 26 mi ero arrangiato con tale plugin e il buon Seamonkey (che usa il canale di Firefox ESR, quindi supporta ancora i vecchi plugin NPAPI).
Ho provato a risolvere installando i pacchetti (che comunque servono!):

sudo dnf install java-1.8.0-openjdk icedtea-web

Ma icedtea-web di Fedora 27 apparentemente non contiene il plugin del browser, che Seamonkey si aspetta (con vari link simbolici gestiti da update-alternatives) in /usr/lib64/IcedTeaPlugin.so

Non ho trovato fonti online per la risoluzione, quindi mi sono arrangiato in qualche modo. Per fortuna avevo ancora una Fedora 26 (in VM) non aggiornata, quindi ho copiato tale file dalla VM alla macchina aggiornata e tutto ha ripreso a funzionare.

Se siete a corto di VM con installata la vecchia versione di Fedora, vi lascio qui sotto il file necessario (per sistemi a 64bit).

Scarica IcedTeaPlugin

Qupzilla bookmarks sync script

Qupzilla è un browser leggero e multipiattaforma basato sul motore qtwebengine.
Il progetto è davvero interessante e il browser si comporta bene anche con portali complessi.
Una “carenza” del browser, rispetto ad altri più blasonati (Firefox e Chrome, ad esempio) è la possibilità di mantenere i segnalibri sincronizzati tra più client.
Ho creato quindi due script bash, uno per la configurazione guidata e uno che si occupa del sync.
Requisiti fondamentali da avere su tutti i client da sincronizzare sono:

  • OS Gnu/Linux
  • eseguibile kdialog installato
  • Demone cron attivo
  • Un client di spazio cloud configurato (DropBox, Box, Owncloud….)

La “sincronizzazione”, infatti, viene eseguita dal client locale a una directory, anch’essa locale ma sincronizzata con un servizio cloud.

Installazione e configurazione

Per “installare” il tutto basta scompattare lo zip allegato in calce all’articolo e copiare i due script in /usr/bin

[email protected]:~$ unzip qupsync-scripts.zip
[email protected]:~$ sudo cp qupbsync-* /usr/bin

Ora non resta che lanciare il comando qupbsync-setup come utente non privilegiato, e seguire le indicazioni a schermo per configurare la directory di sincronizzazione.
Al termine, il comando chiede di aggiungere una riga al proprio file di cron; tale riga serve appunto per far girare ciclicamente il secondo script (qupbsync-cron) che si occupa di mantenere il sync.
Per chi non sapesse come aggiungere tale riga a cron, il comando è:

[email protected]:~$ crontab -e

Perfetto? No

Lo script permette di mantenere sincronizzato il file bookmarks.json presente all’interno del profilo default di qupzilla, con queste limitazioni:

  • Se viene fatta una modifica su PC1 e su PC2 qupzilla è già aperto, le modifiche saranno visibili su PC2 solo dopo che è girato lo script di sync (ovviamente) e solo riavviando qupzilla
  • Non sono supportati profili diversi dal profilo default

Altri OS

Qupzilla è un browser multipiattaforma, quindi sarebbe interessante riuscire a creare degli script che permettano di mantenere sincronizzati i bookmarks anche in ambienti misti.
Per MacOSX credo che lo sforzo potrebbe essere abbastanza minimo, dato che “sotto il cofano” nasconde un sistema BSD (ma non ho installati MacOSX su cui provare).
In ambiente Windows è forse possibile creare script in PowerShell che ricostruiscano la logica di funzionamento degli script bash.

Download

Qubpsync-scripts.zip

Keys 1.0.1

A circa 4 anni dalla versione 1.0.0 ho appena pubblicato un aggiornamento a keys.
A partire da questa nuova versione sarà possibile installare (e utilizzare proficuamente) keys anche in ambienti con Qubes-OS; sempre per Qubes-OS è supportata  in modo trasparente anche la modalità GPG-split.

Potete fare il download dei pacchetti per Debian/Ubuntu, Fedora (o il generico tar.gz) direttamente dal sito del progetto: https://sf.net/p/keys

 

XFCE/Thunar – Integrare i comandi per la criptazione e la decriptazione di file

Gli utenti di Gnome e KDE possono godere di azioni di crittazione/decrittazione di file direttamente dai rispettivi filemanager, cliccando con il tasto destro del mouse sul file interessato.
Thunar, il FileManager di Xfce, non presenta questa funzionalità integrata ma, grazie alle “Azioni personalizzate”, è possibile estenderne il comportamento; vediamo come fare.

Prerequisiti

Innanzitutto è necessario installare i pacchetti necessari; per Debian/Ubuntu il comando da dare è:

[email protected]:~$ sudo apt install seahorse seahorse-nautilus seahorse-daemon

Seahorse è un’interfaccia grafica per gestire le chiavi GPG negli ambienti Gnome/Gtk, mentre del pacchetto seahorse-nautilus ci serve il binario seahorse-tool, come vedremo più avanti.

Azione personalizzata “Cifra..”

Aprire Thunar e selezionare il menu Modifica > Imposta azioni personalizzate, quindi:

  • Premere sul pulsante +
  •  Nel campo Nome inserire “Cifra…”
  • Nel campo Descrizione inserire “cifra con GPG”
  • Nel campo Comando inserire “seahorse-tool -e %F”
  • Selezionare un’icona a proprio piacimento
  • Nel tab “Condizioni di visibilità” selezionare tutte le tipologie di file, escludendo le cartelle e come “Schema del file” mantenere il predefinito “*”

Dato che un video vale più di mille parole, ecco qui sotto il riepilogo di quanto fatto:

Azione personalizzata “Decifra..”

Aprire Thunar e selezionare il menu Modifica > Imposta azioni personalizzate, quindi:

  • Premere sul pulsante +
  • Nel campo Nome inserire “Decifra…”
  • Nel campo Descrizione inserire “decifra con GPG”
  • Nel campo Comando inserire “seahorse-tool -d %f”
  • Selezionare un’icona a proprio piacimento
  • Nel tab “Condizioni di visibilità” selezionare solo “Altri file” e come “Schema del file” impostare “*.gpg;*.pgp”

Anche in questo caso ecco qui sotto il riepilogo a video di quanto fatto:

How-to upgrade a doogee phone with a firmware downloaded from Doogee site using 64-bit Linux

Ovvero, come aggiornare un telefono Doogee con un firmware scaricato dal sito doogee usando Linux (a 64 bit)

black-green-warning-1-md
Note for foreign visitors: I’ve write this howto in my native language; if you don’t know italian, use google translate or another online tool to translate in your preferred language.

 

Naturalmente, declino ogni responsabilità derivante dall’applicazione integrale o parziale della guida riportata qui sotto; per me ha funzionato, ma non è detto che sia sicura o valida per tutti.

Scrivo questa guida, dato che ne esiste una per windows ma non una per Gnu/Linux.
Prima di tutto procurati il firmware aggiornato per il vostro dispositivo da questo sito: http://www.doogee.cc/category/firmware-download e scompattalo.

Ora scarica l’ultima versione di SP Flash Tool: http://spflashtool.com/ (naturalmente a noi interessa la versione a 64bit per Gnu/Linux!)

A questo punto segnati il codice (o i codici, se il vostro dispositivo può alloggiare due sim) IMEI del tuo telefono;dovrebbero essere sotto la batteria oltre che nella confezione del telefono, oppure puoi leggerli dal sistema Android (Impostazioni > Info sul Telefono > Stato > Dai IMEI).

Stacca la batteria dal telefono (se il tuo modello non permette di togliere la batteria, semplicemente spegni il telefono).

Scompatta l’SP flash tool e portati con un terminale dentro la cartella scompattata, quindi esegui lo script bash con i permessi di root:

[email protected] ~/SP_Flash_Tool_exe_Linux_v5.1520.00.100 $ sudo ./flash_tool.sh

Portati sul tab “Download”:

  • Clicca sul pulsante Download-Agent e trova il file “MTK_AllInOne_DA.bin” (è dentro la cartella scompattata di SP Flash Tool)
  • Clicca sul pulsante Scatter-Loading e seleziona il file *_scatter.txt presente nel firmware che hai scaricato e scompattato.
  • Dal menu a tendina scegli la voce “Format All + Download”

A questo punto collega il tuo telefono via usb al pc e premi il pulsante “Download” posto in alto; se il tuo dispositivo non viene riconosciuto, stacca il cavo, premi il pulsante Vol+ e riattacca il telefono. Riprova finché non funziona.

Una volta riconosciuto, l’SP flash Tool si occupa di copiare il nuovo firmware; se va tutto bene apparirà una finestra con una freccia verde di conferma.

Stacca il telefono dal pc, ricollega la batteria e accendi il dispositivo.

Se funziona tutto, ottimo!

Se invece non funzionano le chiamate (appare l’errore “IMEI sconosciuto”) allora, usando una connessione wireless, installa questa app dal Google Play Store: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.Go.EngModeMtkShortcut

Una volta installata, avvia l’applicazione, entra nel menu GPRS e imposta l’IMEI (o gli IMEI per i telefoni dual-sim) che ti eri precedentemente salvato. Per ogni IMEI, dopo l’inserimento, premi il pulsante “write IMEI”.

Quindi riavvia il telefono; ora dovrebbero funzionare nuovamente anche le chiamate.