Uno script conky per visualizzare lo stato di Caps Lock e Num Lock

[da wikipedia]: Conky è un monitor di sistema per distribuzioni GNU/Linux che utilizzano l’X Window System, disponibile per Linux e FreeBSD

Ho creato questo script quando mi sono accorto che Xfce non prevede un’applet da aggiungere al pannello per visualizzare lo stato di Caps e Num Lock.
Tale applet è infatti a tutt’oggi nella wish list delle desiderata per questo desktop environment.
Nell’attesa che venga realizzata, e in generale per tutti i WM che non prevedono questa funzionalità, propongo uno script di conky da aggiungere alla vostra configurazione.
Lo zip che potrete scaricare in calce all’articolo contiene due files, entrambi da copiare nella vostra directory .conky all’interno della vostra HOME.
Allo script sh è necessario dare i privilegi di esecuzione, aprendo un terminale e digitando:

me@linuxbox:~$ chmod +x ~/.conky/caps_num.sh

La seconda configurazione da fare riguarda la posizione in cui volete che appaiano le notifiche sul desktop; la posizione predefinita è bottom left (in basso a sinistra) perché personalmente utilizzo un pannello verticale, in stile deskbar.
Le posizioni possibili sono: in basso a destra o sinistra e in alto a destra o sinistra, e sono configurabili aprendo con un editor di testo il file ~/.conky/my.caps-num.
Occorre commentare/decommentare le righe volute di questo pezzo di file di configurazione:

# Text alignment, other possible values are commented
alignment bottom_left
#alignment top_right
#alignment bottom_right
#alignment top_left

Per una buona resa occorre che lo spazio in cui andrete a posizionare la notifica di conky non sia occupato dal pannello; personalmente ho risolto impostando il pannello perché mantenga libera una percentuale di spazio ai lati (dalle preferenze del pannello > Lunghezza (%) ).

Fate ora in modo che conky venga avviato automaticamente all’avvio; in Xfce basta andare in Impostazioni > Sessione e Avvio > Avvio automatico e aggiungere una nuova voce che abbia questo comando:

conky -c ~/.conky/my.caps-num

Qui sotto alcune schermate del risultato finale (con deskbar verticale).

Download dello script

capsoff_numon
Caps Lock disabilitato e Num Lock abilitato
capsoff_numoff
Caps Lock disabilitato e Num Lock disabilitato
capson_numon
Caps Lock abilitato e Num Lock abilitato

 

 

Da video a gif animata su GNU/Linux

Il formato immagine GIF è un formato storico, che è recentemente tornato in auge su popolari siti social, dove viene usato per visualizzare piccoli spezzoni di video, opportunamente convertiti in questo formato.

Esistono siti online per la creazione di GIF animate a partire da video, ma hanno spesso funzionalità limitate, e sono sopratutto più lenti rispetto a un task eseguito in locale (anche solo per i tempi di upload del video da convertire).
Ho creato quindi uno script bash, che utilizza ffmpeg come motore di conversione e zenity per la GUI, in modo da semplificare il più possibile la creazione di una GIF animata a partire da un file video.
Lo script, una volta lanciato, avvia una procedura guidata che chiede, passo passo, quale impostazioni usare.
È possibile anche ottenere una GIF ridimensionata rispetto al video originale, e convertire in GIF solo uno spezzone del video stesso.

Dato che una GIF vale più di mille parole, ecco un esempio pratico:

out.ogv

<<<<Download dello script>>>>

Naturalmente, una volta scaricato e scompattato, è necessario rendere eseguibile lo script con il comando

chmod +x video2gif

.

A presto!

Installare Skype su Fedora

Per installare skype su Fedora è sufficiente scaricare il pacchetto rpm presente nella pagina di download ufficiale di skype (http://www.skype.com/it/download-skype/skype-for-computer/), attualmente marcata come Fedora 16 32 bit.
L’installazione delle dipendenze viene fatta in automatico da Software; una volta installato ed avviato, vi accorgerete che skype è sì funzionale, ma con font, icone e tema della GUI assolutamente compromessi.

Per sistemare la GUI di skype su Fedora occorre installare il pacchetto gtk-murrine-engine.i686

sudo dnf install gtk-murrine-engine.i686

Per aumentare l’integrazione di skype con Gnome Shell, infine, consiglio di installare la bella shell extension di chrisss404, che si può installare da qui:

https://extensions.gnome.org/extension/696/skype-integration/

Testato su Fedora 23 x64.

Come sgooglizzarsi e vivere felici (parte 1)

Premessa

Ho deciso di scrivere questa guida in più passaggi dopo essermi sentito chiedere da molte persone indicazioni e suggerimenti su come affrancarsi dai servizi di Google. C’è da dire che Google offre servizi comodissimi e già integrati e che occorre quindi un po’ di buona volontà per ottenere medesimi risultati con altre risorse.
Aggiungo che queste guide non saranno particolarmente tecniche, perciò anche l’utente non tecnico può avvantaggiarsi di alcune o tutte le soluzioni descritte.

Perché sgooglizzarsi?

Google, come già detto, offre moltissimi servizi gratuiti e integrati. C’è da dire che Google non è l’unico Big a offrire moltissimi servizi integrati ai propri utenti; viene subito in mente, ad esempio, Microsoft.
Google però, in questo momento, ha una marcia in più dovuta alla capillare diffusione dei dispositivi Android. Per beneficiare di uno smartphone Android viene chiesto subito di accettare i Termini di Servizio di Google, e di creare un account (o di configurare il proprio account esistente).
Subito si entra a far parte del mondo di servizi di Google: ricerca web, email, rubrica sincronizzata, calendari remoti condivisi e sincronizzati, spazio per i propri documenti (Drive) e per le proprie foto (Google Photo), navigatore GPS (integrato con Google Maps) solo per citare i servizi più famosi.
Il rovescio della medaglia di tutti i servizi ottenuti gratis è consegnare anima e corpo i propri dati; documenti, foto, ma anche gusti e preferenze evincibili dallo storico delle ricerche online, cerchie di amicizie e interessi desumibili dalla rubrica e dai contatti di Google+, luoghi visitati ricavati dall’uso di Maps e del navigatore GPS, stato di salute proprio e dei propri cari (chi non ha mai affidato domande mediche al motore di ricerca?), convinzioni personali, religiose, politiche, gusti sessuali, condizione economica.
Tutto questo si traduce nella profilatura dell’utente per sottoporre pubblicità mirata, con conseguenze che però vanno al di là della mera somministrazione pubblicitaria, come vedremo nei prossimi articoli.
A coloro che non vedono il problema di consegnare tutti se stessi al Google di turno (attenzione, in questi articoli Google viene trattata come esempio, ma non è l’unica azienda a operare in questo modo) consiglio di fermarsi qui e non perdere ulteriore tempo.
Chi invece, leggendo le poche righe introduttive scritte qui sopra avesse la curiosità di saperne di più, è invitato a leggere la prossima parte di questo articolo, che pubblicherò sempre su queste pagine e che tratterà di ricerche web.

Alla prossima